Nel mezzo del cammin di nostra vita ricominciammo dalla selva del nonno

16.01.2015

" Nel mezzo del cammin di nostra vita ricominciammo dalla selva del nonno. "

Così, Massimo ed Elisabetta potranno spiegare con orgoglio ai figli Maria, Stefano e Davide la loro scelta di vita fatta a quarant'anni, per riscoprire un nuovo modo di vivere con la natura, con galline felici, con uova giuste e pulite.

Entrambi educatori, erano titolari di una comunità per minori a Morbegno e sono stati costretti a chiudere a causa della crisi economica e delle sempre minor disponibilità finanziarie delle amministrazioni locali.

La selva di circa quindici pertiche del nonno di Massimo, nella frazione di Arzo, diventa così l'occasione per cambiare vita, ma soprattutto per creare un'attività redditizia. I due nuovi imprenditori decidono di recintare la selva, di costruire un ricovero in legno e di acquistare un buon numero di galline ovaiole, le Warren Brown, volatili che ben si adattano al clima rigido della Valtellina, iniziando una nuova attività agricola per la produzione di uova biologiche.

Dal settore terziario a quello primario, lanciati in un'economia reale che oggi riesce a metter sul mercato settecento uova al giorno.

" Siamo abituati a pensare alle galline come animali da cortile o al più libere in un prato, ma pochi sanno che questi animali hanno origine nelle foreste. Ecco perché abbiamo scelto il bosco come habitat per i nostri animali.

Un ettaro di bosco di castagni, libertà di razzolare tutto il giorno, bagni di terra e di sole grazie ai quali possono mantenersi pulite e in salute, alimentazione ricca e sana sono gli ingredienti che servono per ottenere un uovodiselva."

Galline libere di razzolare felici nel sottobosco del castagneto alla ricerca di quell'alimentazione naturale fatta di castagne, di insetti, di radici e di erbe. Ovviamente un'alimentazione naturale che però non è sufficiente e che viene integrata con granaglie biologiche certificate con una buona percentuale di mais rosso, di avena. Granaglie bilanciate, quantità date a volontà ma che sono calcolate in centotrenta grammi di razione alimentare quotidiana. Non manca la frutta, la verdura e spesso le uova depositate oltre le 24 ore non più vendute, fatte cuocere.

Muovendosi all'interno della selva tra le piume morbide e colorate delle Warren Brown, è possibile vedere alcune nidi di paglia protetti da piccoli tetti fatti da piode costruiti tra i tronchi dei castagni, poi alzi lo sguardo e vedi una casetta costruita su un albero, più in là il fumo d una cucina. Ti avvicini e vedi un pentolone pieno di gusci di ostriche che vengono sterilizzati prima di essere macinati e dati alle galline come integrazione di calcio. Da lontano una radio accesa è sintonizzata su "Radio Maria". Ti stupisci, guardi con curiosità Massimo che ti spiega che è semplicemente un modo per tener lontano le volpi e le faine, perché i predatori, sentendo le voci delle preghiere, stanno lontane.

Le galline sono sempre libere e hanno la possibilità di ripararsi in un ricovero notturno per dormire, per appollaiarsi sulle voliere .e depositare anche le uova. Il ricovero è pulito tutti i giorni, recuperando semplicemente due o tre secchielli di pollina perché non viene utilizzata lettiera, nemmeno segatura che potrebbe contenere diossina.

Ogni giorno le uova vengono raccolte nei nidi che le galline hanno costruito nel bosco. E naturalmente questo avviene anche quando ci sono quaranta centimetri di neve.

L'uovodiselva viene venduti subito, fresco, consegnato solo a domicilio entro 24 ore dalla deposizione o anche direttamente in Via Ganda a Morbegno, confezionato rispettando i principi della sostenibilità, evitando i contenitori "usa e getta" e accompagnato da una cartolina che racconta la storia del prodotto.

Richiestissimo in molti ristoranti stellati, nei mercati di "campagna Amica" e portato settimanalmente a Milano, l'uovodiselva è apprezzato per la sua caratteristica di freschezza, fattore indispensabile per mantenere inalterate tutte le qualità di questo prodotto naturale, giusto, pulito ma soprattutto buono.

E se qualcuno vorrà utilizzarlo consumandolo crudo o per preparare una rosumada, antica ricetta che un tempo gli uomini bevevano prima di iniziare la lunga giornata e le fatiche della terra, potrà apprezzarne al meglio le caratteristiche, magari sentendo in bocca un lieve gusto di bosco.

Foto tratte dal sito www.uovodiselva.it, gentilmente concesse.