La signora marmellata 

01.03.2021


"Tutto è cominciato con il desiderio di recuperare i nostri terreni incolti dei boschi retici della frazione di Piussogno, comune di Cercino. Erano vigne abbandonate ricoperte da rovi, che nascondevano i vecchi muretti a secco presenti anche in questo territorio. Erano ricordi di gioventù, di pomeriggi passati con il nonno, con il papà in mezzo alle viti, "sgarzolando", vendemmiando per produrre quel vino che si faceva e si fa ancora, anche in questo piccolo comune della Valtellina."

Incontro Valentina all'esterno dello spaccio e laboratorio dove viene prodotta Marlady, la confettura d'eccellenza dell'azienda Ardemagni.

"... Ho sempre guardato con tristezza quei terreni abbandonati," continua Valentina mentre controlla il sonno della piccola Viola, figlia nata da due mesi. Un grazioso visino che spunta dalle coperte della carrozzina. "Erano i nostri terrazzamenti, le nostre vigne e mi stringeva il cuore vederli infestati da rovi. Così decidiamo d recuperarli, di ridare vita al simbolo di una cultura contadina che si è perpetuata per più di 15 secoli. Li abbiamo puliti anche con l'aiuto di alcuni asini, particolarmente adatti alla pulizia dei terreni incolti. "

"E poi?" chiedo.

"E poi c'era un vecchio melograno nel giardino di casa nostra, una pianta che mi ha sempre affascinato per i suoi frutti succosi che maturano in autunno, per quel colore rosso vermiglio appena aperti, per quel sapore dolce/acido particolarmente piacevole. Avevo anche letto le importanti proprietà benefiche e antiossidanti del frutto, l'effetto antitumorale, antibatterico, antiinfiammatorio, l'azione depurativa per l'intestino.

Così una mattina dico a mio padre, sai, mi piacerebbe coltivare i melograni nei nostri terreni terrazzati. Dopo alcuni giorni papà Valter entra in casa e mi dice c'è un regalo per te.

Esco di corsa e vedo il cassone del suo camioncino pieno di piante di melograno. Adesso dobbiamo metterle a dimora, mi dice semplicemente. Dopo due anni abbiamo iniziato a raccogliere i nostri frutti."

Mamma Silvia non può che approvare questa passione di Valentina per l'agricoltura. Lei era titolare di un'azienda agricola principalmente zootecnica, allevamento di capre per la produzione di latte, camosciate delle Alpi, una quarantina di capi, latte trasformato in formaggi o venduto alla latteria di Delebio.

Un' attività poi abbandonata, ma la voglia e il desiderio di rimanere nell'attività agricola c'è sempre e così, anche per assecondare le idee della figlia, intensifica la coltivazione della frutta e degli ortaggi nella zona della Mulada, dove aveva iniziato la costruzione di una stalla per il suo allevamento che non aveva mai utilizzato. Nascono nuove coltivazioni di ortaggi: pomodori, melanzane, peperoni, cetrioli, cipolle, zucchine, zucche, meloni, diverse piante da frutto con produzioni di pesche, prugne, pere, fichi che si aggiungono ai melograni. Coltivazioni con un'attenzione particolare all'ambiente, senza utilizzare fitofarmaci, concimi chimici, solo stallatico.

"Perché la nostra filosofia è legata ai ritmi e alla generosità della Terra: noi seminiamo e null'altro, lasciamo fare tutto il resto a Madre Natura, secondo i suoi tempi e la sua generosità. Perché non ha importanza quanto produci, ma come produci." Mi dice accarezzando il viso di Viola, quasi volesse trasferirle la sua passione.

C'è un altro protagonista importante in questa storia. Federico. Un amico di Valentina conosciuto vent'anni prima, sui banchi di scuola dove insieme frequentavano l'università. Poi due strade diverse, lei impiegata in una grossa azienda valtellinese, lui pasticcere all'estero in diversi paesi del mondo, importanti corsi di formazione in Francia, Spagna, con particolari specializzazioni riguardanti la trasformazione di frutta e verdura in confetture.

L'amicizia continua, si consolida, fino ad arrivare ad una collaborazione attiva. Ci sono le prime sperimentazioni, le prime confetture di melograno, c'è la trasformazione della costruzione della Mulada in un laboratorio con spaccio vendita. Ma c'è soprattutto la trasformazione dell'azienda agricola di Silvia in una nuova società semplice formata da tre soci: Valentina, Federico e Silvia.

Valentina: l'amore per la natura, per il recupero dei terrazzamenti abbandonati con nuove colture, la voglia di coltivare pulito, di essere felice nell'orto, di divertirsi a raccoglier a mano le dorifore, perché è importante coltivare senza usare prodotti chimici anche se magari il raccolto diminuisce. E anche il desiderio per un futuro con l'ampliamento dell'azienda magari con l'introduzione di nuove coltivazioni, gli agrumi, le piante antiche come i giuggioli.

Federico: la fantasia, l'estrosità, la competenza, la voglia di sperimentare premiata anche da importanti riconoscimenti in Francia, la selezione e il taglio dei prodotti rigorosamente a mano subito dopo la raccolta, la lentezza delle sue cotture fatte come una volta, la scelta delle bassine di rame per mantenere i migliori profumi e colori delle produzioni agricole utilizzate, la recente sperimentazione per utilizzare il miele al posto del saccarosio.

E poi Silvia, la mamma, la razionalità, l'esperienza, la laboriosità, l'essere sempre presente quando qualcuno ha bisogno.

Tre caratteri diversi ma uniti della passione per il sano, pulito e giusto, per la sostenibilità. Persone che credono nell'importanza di trasformare le produzioni agricole in confetture, in concomitanza con la raccolta, che credono nell'importanza di rivalorizzare i terreni abbandonati della montagna valtellinese. Ma soprattutto, grazie alla fantasia di Federico, credono di poter dimostrare che è possibile realizzare confetture anche con la verdura.

Così oltre alle confetture di melograno, di frutta tradizionale o con abbinamenti particolari, fichi e alloro, anguria e basilico, pesche e lavanda, nascono le confetture con le verdure.

24 prodotti diversi, cetrioli e limone, melanzane e zenzero, zucca moscata di Provenza, zucchine e menta glaciale, per citarne alcune.

La filosofia dell'azienda è infatti anche la differenziazione, far capire che le confetture di verdura non sono solo adatte in abbinamento con le carni o i formaggi, ma possono essere usate anche nelle colazioni. "la cipolla a colazione è possibile "mi dice Federico, "perché le nostre confetture di cipolle contengono solo cipolla, zucchero e limone. Non c'è il problema dell'alito cattivo perché la cottura lenta nelle pentole di rame fa perdere lo zolfo e allora si possono consumare a colazione, spalmate su una fragrante fetta di pane. E così possiamo fare colazione anche con la confettura di cetriolo e limone, e con la magia verde, zucca e menta, un'altra sperimentazione, un prodotto a scarto zero."

Produzioni particolari, che nascono utilizzando solo ingredienti naturali e genuini, abolendo l'uso di pectina o altri addensanti; confetture lavorate a mano, in piccole quantità, curate nei particolari, anche nell'eleganza della confezione e delle etichette.

Ah, dimenticavo, le confetture sono commercializzate come confettura di eccellenza. Termine spesso abusato nel descrivere i prodotti tipici della Valtellina. Ma in questo caso credo che la parola eccellenza definisca correttamente il prodotto.

Sul sito dell'azienda si legge "In meno di 24 ore, dalla raccolta, avviene la magia: frutta, verdura si uniscono allo zucchero, creando così magnifici connubi di profumi e sapori mai provati sino ad ora, garantendo così un prodotto di ottima qualità.

Ed è vero. Basta aprire un vasetto, mettere il contenuto sotto il naso e sentire profumi veri, intensi, di qualche cosa che è maturato al sole. E poi nel cucchiaino si nota subito la consistenza diversa. L'assenza di addensanti dona al prodotto una caratteristica insolita, una "liquidità solida" che è particolarmente piacevole anche sulla lingua. E allora ti accorgi che il none del prodotto sia davvero azzeccato. Marlady... Sì, una Signora marmellata.

Per informazioni: www.marlady.it