Erano i primi anni ottanta. Non li avevo mai visti. Erano belli allineati in una cassettina esposti all'esterno di un negozio di via Dante a Sondrio. Un colore verde scuro, una leggera pelosità, una forma strana come strano era il prezzo: 900 lire l'uno. Frutti brutti, ma quel prezzo così alto mi incuriosì. In quegli anni un kg di pane...

"Il vino è il canto della terra verso il cielo" diceva il grande Luigi Veronelli e allora... "Valtellina in alto i calici" come dice il titolo del libro appena uscito edito dalla casa editrice Bellavite, scritto da Sara Missaglia, giornalista e sommelier, Paolo Stecca, pubblicitario copywriter e curato dall'enologo Casimiro Maule.

"Tutto è cominciato con il desiderio di recuperare i nostri terreni incolti dei boschi retici della frazione di Piussogno, comune di Cercino. Erano vigne abbandonate ricoperte da rovi, che nascondevano i vecchi muretti a secco presenti anche in questo territorio. Erano ricordi di gioventù, di pomeriggi passati con il nonno, con il papà in mezzo...

Ultimamente la stampa locale ha evidenziato come l'agricoltura della provincia di Sondrio stia vivendo un ricambio generazionale particolare con oltre un quarto delle aziende guidato da under 35. Generalmente figli di imprenditori agricoli che rilevano le aziende dei genitori, spesso trasformandole, diversificandole, innovandole.

Non so quando le prime piante siano arrivate in Valtellina. Ma ho ricordi precisi di quando ero bambino (anni cinquanta) e osservavo sempre con interesse quelle piante adornate da belle palle color arancio, quei rami esili, privi di foglie, che le tenevano ancorate senza farle cadere. Sembravano alberi di Natale.

C'era la fame. I campi davano patate, segale, orzo, cerali minori. Ma poi lentamente i poveri contadini valtellinesi incominciarono a conoscere una nuova pianta che cresceva in fretta, che si poteva seminare subito dopo la raccolta della segale, che in 90/100 giorni produceva grossi semi di forma tetraedrica riuscendo a regalare un raccolto in più....

Diversi visitatori della mostra di Morbegno mi hanno chiesto come ha lavorato la commissione di valutazione del concorso caseario della 113° Mostra di Morbegno in un periodo così delicato a causa della pandemia Covid19.