ciao Carlo,

23.05.2026

Ciao Carlo,

purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerti, ma ti ho ascoltato, letto e ammirato per quella tua straordinaria capacità di trasmettere con semplicità idee profonde, che mi sono sempre rimaste dentro. Senza quasi accorgermene, le ho ritrovate anche nelle pagine del mio blog.

Il patrimonio culturale che sei riuscito a costruire attorno al cibo è diventato anche il mio modo di pensare, e quello di tantissimi consumatori sparsi in tutto il mondo. È impossibile sintetizzare la tua filosofia, racchiusa in modo esemplare nel titolo del tuo bellissimo libro "Buono, pulito e giusto". Però mi piace ricordarti con alcune frasi che considero fondamentali per chi si occupa di enogastronomia della Valtellina e di valorizzazione del suo territorio.

"Ho bisogno di conoscere la storia di un alimento, devo sapere da dove viene, devo immaginarmi le mani che hanno coltivato, lavorato e cotto ciò che mangio". Oppure: "Un borgo senza bottega, senza forno, senza osteria, è solo una cartolina", una riflessione sempre più attuale anche nella nostra provincia.

Ci hai insegnato che il cibo è anche memoria, cultura, identità, rispetto per la terra e per chi la lavora. Sono certo che il tuo pensiero continuerà a vivere ogni volta che qualcuno sceglierà consapevolmente cosa mangiare, magari cercando un piccolo produttore di cui conosce la storia.

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