Un nuovo talento rosa nel mondo valtellinese dei sommelier

18.06.2018

Sara, ventisette anni, occhi verdi. Un verde luminoso come le prime foglie e tralci della vite che in primavera spiccano dai 2.500 chilometri di muretti a seco della nostra provincia.

È cresciuta in albergo, il Miravalle di Valdidentro, circondata da paranti che amano il vino: il nonno, che come tutti gli af, durante i pasti le mette alcune gocce del misterioso liquido nel bicchiere con l'acqua o forse anche senza, perché come si diceva una volta, i bambini devono imparare il sapore; il padre Andrea, la mamma Patrizia e i due zii Alberto e Daniela, sommelier professionisti dal 2001.

Lei, ancora piccola, li osserva nel loro lavoro quotidiano, quando mostrano una bottiglia di vino al cliente, quando versano poco vino nel bicchiere per farlo assaggiare, ma soprattutto quando raccontano il vino. E tra i tavoli della sala da pranzo del Miravalle, Sara  sente parlare per la prima volta di terrazzamenti, di viticoltura eroica. Guarda le bottiglie allineate, le etichette colorate, tutte diverse. Un mondo misterioso, un liquido con colori dalle sfumature diverse che un giorno imparerà a descrivere perfettamente.

Alle scuole medie, alla domanda di una professoressa "Cosa farai da grande" candidamente risponde "la sommelier" con grande meraviglia dei compagni che non conoscono il significato di questa magica parola francese.

Poi la scuola alberghiera che lei frequenta sempre con impegno per apprendere bene, per migliorare le sue conoscenze, le sue abilità che comunque in parte possiede già essendo cresciuta in albergo e da tempo ha già cominciato a curare la mise en place di alcuni tavoli.

La scuola che considera importante, come in realtà è. "Soprattutto la scuola alberghiera, fondamentale percorso formativo per lavorare nella ristorazione, nelle cucine, nelle sale da pranzo, nel ricevimento, per motivare i giovani ad appassionarsi ad una professione molto richiesta nel mercato del lavoro provinciale. " mi dice.

E lei nell'Istituto Zappa di Bormio trova la scuola ideale per crescere professionalmente, per coltivare la sua passione per il mondo del vino. 

È subito notata dalla professoressa Francesca Cataldo che la iscrive ad un concorso nazionale. Tanta pratica, tanta teoria, tanto impegno ed ecco il primo successo della sua vita. A soli sedici anni vince la medaglia d'oro per il MIGLIOR SOMMELIER JUNIOR D'ITALIA. Grande soddisfazione, la possibilità di frequentare gratis i corsi sommelier, i primi due durante l'attività scolastica, sponsorizzati dalla Provincia d Sondrio e il terzo a Tirano dopo il diploma.

"Mentre frequento il terzo livello" mi racconta "conosco Luciana Libera, grande donna, grande amica che mi stimola e mi segue in tutti i concorsi successivi. Il mio successo lo devo a lei che mi ha aiutato, seguita, incoraggiata dedicandomi tanto tempo per spiegazioni, degustazioni, visite alle tante cantine che insieme abbiamo frequentato."

Stima reciproca che ritrovo nelle parole di Luciana:  "Accompagnare Sara in questo percorso è stato sicuramente un onore, un modo anche per me di approfondire e ripassare tanti argomenti, le ho sempre detto che era il mio cavallo da corsa, il mio purosangue...tanto talento, qualche bizza e tanta voglia di raggiungere il risultato. Studiare per i concorsi, come spesso ho detto a lei, serve sì per la gara ma soprattutto serve nella vita lavorativa, più conoscenze si hanno più si fa ristorazione di qualità e senza questo obiettivo tanti aspetti del mondo del vino, del cibo e dell'abbinamento non si approfondirebbero!"

Dopo il diploma un lungo periodo negli Stati Uniti, presso una famiglia di Bormio, i Canclini. Tre ristornati italiani in Colorado, grandi appassionati di vini, una ditta di import di vino e tanta esperienza da trasmettere durante il loro lavoro per promuovere e far conoscere i vini Italiani. Un' esperienza fantastica che si conclude dopo un anno, con il ritorno a Valdidentro dove riprende il lavoro nell'albergo nell'organizzazione della sala da pranzo, come sommelier consigliando ai clienti i nostri vini, descrivendoli, ma soprattutto raccontandoli. " Perché è importante" mi dice " spiegare al cliente la Valtellina eroica del vino. Far capire la storia, la fatica, il territorio che c'è dietro ogni bottiglia. Noi una volta alla settimana organizziamo delle escursioni nei vigneti, con visita e degustazione in una cantina valtellinese. Portiamo i nostri clienti in mezzo ai vigneti, li facciamo camminare per le strette scalette tra i terrazzamenti, per far capire cosa è la viticoltura eroica, ma anche la bellezza paesaggista del nostro territorio terrazzato."

L' hotel, il ristorante, la cantina, tanto impegno ma la passione per la competizione continua. Sempre supportata da Luciana, riprende a prepararsi per i concorsi dedicati al vino, con sacrificio, determinazione, voglia di partecipare…  ma anche di vincere. E così arrivano  i primi riconoscimenti, due vote seconda e una volta terza al concorso regionale del miglior sommelier, nei primi dieci al concorso nazionale. Fino ad arrivare al 19 maggio scorso con il massimo riconoscimento, la medaglia d'oro come miglior sommelier della Lombardia. Manifestazione tenutasi presso l'Enoteca Regionale della Lombardia di Cassino Po, Broni, nella bellissima cornice delle colline dell' Oltrepò Pavese. È lei, Sara Lazzari, la vincitrice assoluta, un talento rosa dopo dodici anni di supremazia maschile.

"Una bellissima gara" mi racconta "ma veramente dura considerato che nelle fasi finali mi sono dovuta confrontare con i personaggi che appartengono all'élite dei sommelier regionali. Gara dura, molto combattuta e soprattutto ricca di molteplici contenuti tecnici. Ma quando la partita si fa dura..." mi dice mentre il suo sguardo dolce si trasforma in deciso, rigoroso... da dura, quasi fosse ancora lì a combattere per il primo posto "... i duri vengono fuori. Così ho guadagnato la finalissima: degustazione di un vino rosso alla "cieca", spiegandone la qualità del tannino, lo stato evolutivo ed il riconoscimento del vitigno; poi l'abbinamento con un piatto molto particolare (orzo, zucca, lavarello grigliato e asparago) al quale dovevo scegliere uno dei tre vini indicati e a seguire argomentando sull'abbinamento specifico motivandolo attraverso la degustazione. Una finalissima che non terminava mai con l'ultima "slide" dove erano riportati tre nomi: Casimiro Maule, Buttafuoco Storico Vino e Oltrepò Pavese Cavariola vino; di tutti e tre la relativa descrizione sintetica."

"E poi?" Le chiedo.  

"E poi"  mi risponde ancora un po'emozionata per il ricordo "l'agitazione e la temperatura del corpo che cominciano a scendere... e finalmente il risultato per questa importantissima medaglia d'oro che premia la mia dedizione, determinazione, caparbietà, che mi ripaga degli sforzi e dei sacrifici e che dedico volentieri alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto, e spronato in questa mia passione." 

"Progetti per il futuro?" Le chiedo concludendo la nostra chiacchierata.                                        

I suoi occhi verdi mi guardano in silenzio per alcuni secondi:                                                       "Il prossimo autunno, Merano, al concorso miglior sommelier d'Italia. Concorso prestigioso, per me sarebbe u successo arrivare tra i primi dieci." Ma la luminosità dei suoi occhi mi fa pensare che forse è troppo poco, e che il sogno nel cassetto è di arrivare sul podio.