Valtellina: attenzione il gabinat è in agguato
In alcuni paesi della Valtellina, nei giorni dell'Epifania, l'inverno ha una voce tutta particolare. La gente si incrocia con un'attenzione strana, come se ognuno stesse aspettando un segnale. Soprattutto i bambini.

Non corrono a caso, non giocano e basta. Si muovono come piccoli cacciatori, con gli occhi svegli e un sorriso già pronto. Stanno in agguato dietro un muretto, vicino al portone della chiesa, all'angolo della piazzetta. Sanno che basta un istante.
Tu cammini tranquillo, quando, all'improvviso, qualcuno ti salta davanti, ti fissa e ti spara addosso una parola secca, trionfale:
«Gabinat!»
Per un secondo resti lì, spiazzato. Se non conosci la tradizione potresti perfino prenderla male. Invece no: nessuna offesa. È un gioco antico, una piccola sfida che in Valtellina, soprattutto nell'Alta Valle della provincia di Sondrio, resiste da sempre e continua a vivere grazie ai più piccoli.
La regola è semplicissima: quando due persone si incontrano, chi dice per primo "Gabinat" vince. E chi perde… paga pegno: un dolcetto, un po' di frutta secca, noci, castagne… oppure la cupeta, quel dolce valtellinese di miele e noci che sembra nato apposta per l'inverno.

La cosa bella è che non devi saldare sull'attimo. La tradizione concede tempo: il "debito" va pagato entro il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio. Però attenzione: i tempi del Gabinat cambiano da paese a paese.
- A Sondrio e Teglio vale dal mezzogiorno del 5 gennaio al mezzogiorno del 6 gennaio.
- A Bormio, dai Vespri della vigilia dell'Epifania fino al tardo pomeriggio del giorno successivo.
- A Sondalo e Tirano inizia con il suono delle campane alle 15 del 5 gennaio e dura fino al tardo pomeriggio del 6.
- All'Aprica si celebra dalla mattina del 5 fino a mezzogiorno del 6 gennaio.
In alcune località il premio deve essere pagato con tre doni: tre arachidi, tre mandarini o tre caramelle. In Valdidentro e Valfurva, invece, è consuetudine che i bambini tentino di vincere il Gabinat con i propri padrini di battesimo.
Cambia anche il nome, a seconda dei posti: a Cepina e in Valfurva si dice Gabinèt, a Semogo Ghebinèt, mentre a Livigno Ghibinèt.
Esiste persino una risposta che, secondo alcuni, eviterebbe il pagamento obbligatorio: «Tira la coa al gat!» (tira la coda al gatto). Tuttavia, gli esperti confermano che questo detto non ha alcun valore per sottrarsi al pegno.

E c'è un'ultima regola che salva molti: il Gabinat vale solo se ci si incontra di persona. Nessun obbligo se lo mandi con un vocale o un messaggio sul cellulare.
Ma che cosa significa davvero "Gabinat"? La parola deriverebbe dal tedesco "Gaben-Nacht", e la tradizione sembrerebbe arrivare dalla Baviera, dove alla vigilia dell'Epifania i ragazzi più poveri cantavano motivi sacri davanti alle case dei più ricchi per ricevere piccoli regali.
Insomma: in Valtellina, all'Epifania, non basta coprirsi bene. Bisogna anche camminare… con le orecchie in allerta. Perché basta un attimo, un sorriso, e arriva quella parola secca che ti frega: «Gabinat!»
