Il patrimonio Unesco nasce in cucina …e spesso aveva un grembiule, non una giacca bianca

C'è una stranezza nella lingua: alcune professioni le decliniamo senza esitazioni (professore/professoressa, dottore/dottoressa), altre sembrano resistere (muratore, falegname), e poi ci sono parole che restano uguali per tutti: chef, per esempio. Suona neutro, internazionale, autorevole. Ma quando si parla di una donna, spesso chef scivola in "cuoca" come se, all'improvviso, il lavoro diventasse più domestico, più piccolo, quasi un gradino sotto.
Eppure, se oggi la cucina italiana può festeggiare un traguardo storico, è anche merito del domestico, del quotidiano, di un lavoro femminile che non ha avuto bisogno di una brigata né di una giacca bianca per fare cultura.
Il 10 dicembre 2025 l'UNESCO ha iscritto "La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale" nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità: un riconoscimento che non premia un singolo piatto, ma un intero modo di vivere, tramandare e condividere il cibo....

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