Le mele nel tubo

10.07.2014

Mele piccole, di un colore rosso intenso, dolci, particolarmente fresche e profumate e soprattutto croccanti: sono i nuovi frutti commercializzati in un tubo di plastica che i con-sumatori possono trovare da alcuni giorni presso la cooperativa di Ponte.

Sono le Rockit™, vengono dalla Nuova Ze-landa, non sono geneticamente modificate ma derivano dall'incrocio di diverse varietà, con forte presenza della Gala (dalla quale hanno ereditato il colore, la succosità e la croccan-tezza) e fanno parte di quella serie di varietà club come la Pink Lady o la Modì.

Le varietà club sono mele con un marchio registrato che possono essere commercializzate e coltivate solo da distributori auto-rizzati, permettendo così una seria e attenta programmazione della qualità dei frutti e della quantità da immettere sul mercato.

La caratteristica principale di questa mela è che non è venduta a peso ma direttamente in tubi di plastica che ricordano i contenitori delle pallina da tennis; ogni tubo può contenere da tre a cinque mele a seconda del calibro che è compreso tra i 50 e 55 cm.

Un modo innovativo per vendere la mela che risponde alle esigenze crescenti di consumatori sempre più abituati all'utilizzo di snack e che offre così un'alternativa sana agli snack industriali ricchi di zuccheri e grassi e non sem-pre equilibrati dal punto di vista nutrizionale.

Un nuovo prodotto che si può inserire piacevolmente anche nelle recenti abitudini degli italiani che utilizzano lo Streetfood (la cucina di strada) come modo sbrigativo per cibarsi senza perdere tempo sedendosi in un ristorante.

Un nuovo prodotto che per le caratteristiche d'igienicità, praticità e conservabilità potrebbe entrare anche nelle scuole diventando una nuova occasione di educazione alla salute.

Melavì dunque pronta per questa nuova sfida, dopo un lungo lavoro di studio e di ricerca che porterà in Valtellina un prodotto innovativo e darà così ai soci della cooperativa una nuova opportunità di diversificare le proprie produzioni.

L'avventura è iniziata con un piccolo stock di 120 piante posto a dimora nella primavera del 2013 e altre 3mila piante che saranno piantate nei prossimi giorni nell'azienda della cooperativa, per arrivare a oltre 30mila nel 2015, 60mila nel 2016 fino a una possibilità di svi-luppo di 500mila piante e una produzione di 100mila quintali di prodotto commerciabile, che andrà a rifornire oltre il mercato italiano anche buona parte del mercato europeo.

Complimenti al presidente Quagelli e tanti auguri per un'idea veramente innovativa che sicuramente potrà ri-lanciare il settore frutticolo della provincia.